... ali ... messaggio di nuovo ...
... fonte ... sana agli spersi ...
... penna ... sorpresa di carta ...
... pace ... tremula diffratta ...
... egida ... nelle braccia di chi sà ...
Buon onomastico bà
Chiunque abbia pensieri, parole, immagini o altri frammenti della vita di Babbo che voglia condividere a rinforzo delle pagine da lui create, può inviarli al suo indirizzo email (che ora leggo io) o direttamente a francesco.scialpi@gmail.com.
Grazie, Francesco
giovedì 2 ottobre 2014
lunedì 26 maggio 2014
26/05/2014 Buon compleanno
Anche se andiamo, ma lasciamo qualcosa di noi, è come essere sempre vivi...
Ciao Bà,
Auguri bà e che il Signore ti accompagni da vicino nel nuovo viaggio dell'Eternità.
Ciao Bà,
Tonia
sabato 17 maggio 2014
Appello
Faccio appello all’Associazione Socio-culturale PULSANO DA VIVERE perché promuova presso le autorità competenti la denominazione del tratto da Via Dante/Leporano a Via Taranto/Pulsano di VIA ANGELO SCIALPI
Presente da amico alla manifestazione di sabato 17 maggio 2014,
saluto con cordialità
saluto con cordialità
Vittorio Nazzareno
giovedì 15 maggio 2014
Il giorno del silenzio
TUESDAY May 13 2014
Dalla mia - AGENDA DEL TEMPO - che va …
Il giorno del silenzio
Questo sarà sempre “il giorno
di Angelo”, il giorno del silenzio parlato col riso, col gesto, col viso!
Lui di là, io di qua: il muro
del tempo è solo il cancello che ci unisce in due spazi aperti e ci lascia
liberi di discutere e parlare del vero, del bene, del bello.
Lui e io, un incontro, una
stretta di mano, una telefonata domenicale, un dialogo lungo per nuovi incontri
e nuove discussioni sui fatti del mondo, sulla cultura, sull'arte, sull'impegno senza compensi e, specialmente, sui GIOVANI, testamento per le nuove
generazioni, da far conoscere al Nord, a partire da Mantova, provincia nella
quale ha lasciato parte della sua anima, punto di riferimento per proclamare
“l’importanza di essere meridionali”.
Là a Castellucchio, qua a
Pulsano, a San Giorgio, a Massafra, a Taranto, ovunque è stato chiamato Angelo
Scialpi parla ancora coi suoi baffi, l’eterno linguaggio muto delle cose del
mondo, via che apre alle cose dell’altro mondo, dove non ci sono scarti e stratificazioni, dove la luce veste tutti secondo il colore di
ciascuno, dove non c’è inganno né complotto, dove non c’è odio né vendetta,
dove non si chiede nulla e si ha tutto, dove ogni forma non è attrazione né
mercimonio, dove non c’è moda né distinzione, dove l’apparire è uguale a essere
senza vanità: la luce è luce, diffusa ugualmente su ciascuno, l’aria è respiro, uguale per ognuno, la
soddisfazione invade pienamente tutti e ogni singolo.
Questo m’ha detto e ripetuto in
tutto l’anno l’amico Angelo, discutendo ogni sera e imponendomi di codificarlo
nella mia “Agenda del Tempo”.
Queste e altri argomenti sono
stati oggetto dei nostri incontri, io con lo scherzo e lui con la suprema
serietà dei “fatti”, io indifferente e lui con l’alta pensosità del vero, io
ironico e lui con l’aperta esteticità del creato.
Lui nulla ha negato di tutto
quello che ha scritto per gli altri e ha indirizzato ai GIOVANI, a niente ha
abiurato, tutto ha confermato di ciò che ci siamo detto e ricordato a
casa, in ufficio, a telefono.
Oggi l’amico Angelo continua a
imprimere in ciascuno di noi i suoi pensieri, le sue riflessioni, i suoi
richiami, le sue “tavole” di presenza e di assenza delle verità, le sue
puntualizzazioni dei fatti quotidiani, i suoi interventi di critica estetica, i
suoi studi di antropologia cristiana, le sue analisi di sociologia di base, le
sue intuizioni di psicologia di massa, i suoi schemi di
formazione scolastica e universitaria.
Angelo è l’uomo della PAROLA
viva e penetrante, piana e profonda, illuminante e convincente: è l’uomo
dell’oggi che si fa realtà eterna e si insinua come lievito fra gli uomini
desiderosi di verità.
Vittorio Nazzareno
martedì 13 maggio 2014
Cos'è il tempo...
È già un anno o è solo un anno?!
Il tempo, forse, non esiste quando si vive con il dolore nel cuore.
Infatti a me sembra solo ieri quando ti ho salutato l'ultima volta, come ogni sera, e mi sembra un secolo da quando non ti vedo, non parlo con te, non vivo con te. Ciò mi dà una tristezza infinita e tanta nostalgia di te, della nostra vita vissuta insieme per tanti anni e di tutte le cose fatte durante questo percorso. Ora tu vivi in un'altra dimensione, come mi piace pensare che sia nell'altro mondo, e S.Agostino ci dice di non piangere se amiamo le persone che non ci sono più. Non è sempre possibile perché tanto più tenace e costante è stato l'amore che ci ha uniti, tanto più è il dolore che è rimasto a farmi compagnia.
Ecco perché il tempo non esiste... Perché il dolore non abbandona l'amore e rende i giorni tutti uguali.
Ciao Bà.
Tonia
Ho letto il tuo silenzio
- Angelo caro -
in questo breve anno
ho sentito la tua voce sana
ho ascoltato le tue parole mute
il tuo sonoro interno
m’è giunto sulla curva del tempo
rompendo il muro d’ombra
fra il tutto e il niente
ogni giorno mi hai parlato
senza parole gridando
atroci avvenimenti e fatti lieti
delle vicende mondane
scorrendo chiare le insanie
sul blog dell’oltre
tempo
dove solo nel silenzio s’intende
- cos’è vero
- cos’è bene
- cos’è bello
delle sconfitte - delle vittorie umane
ieri è già oggi
oggi è già domani
nel silenzio
nulla è prima
nulla è dopo
tu e io lo sappiamo
la parola è tutto
e non si scrive
l’uno all’altro imprime
il suo momento
con gli occhi col viso con la mano
ed è contento
Vittorio Nazzareno
domenica 11 maggio 2014
Angelo Scialpi e l'importanza di essere meridionali
Intervengono:
Sindaco del Comune di Pulsano
Dott.ssa Gabriella FICOCELLI
Assessore alla Pubblica Istruzione e Servizi Sociali del Comune di Pulsano
Sig.ra Alessandra D'ALFONSO
Assessore alla Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Pulsano
Prof.ssa Daniela PIEPOLI
Docente e Vicaria presso Istituto Comprensivo "Giannone" di Pulsano
Prof.ssa Cristina LOPEZ
Docente di Lingua Inglese presso IISS "C. Mondelli" di Massafra e docente a contratto presso la seconda facoltà di Ingegneria di Taranto (Politecnico di Bari)
Dott.ssa Serafina BOCCUNI
Coordinatrice dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Taranto e Brindisi
Dott. Francesco CAPOBIANCO
ex Dirigente degli Uffici Scolastici Provinciali di Taranto e Brindisi
Prof. Gregorio ANDRIA
Preside presso la seconda facoltà di Ingegneria di Taranto (Politecnico di Bari)
On.le Prof. Domenico Maria AMALFITANO
Preside Centro di Cultura Università Cattolica
Modera:
Avv. Prof. Enrico VIOLA
giovedì 2 gennaio 2014
Vitalità senza morale
La morte del tuo sguardo.
La vendetta del tuo silenzio.
Il più atroce dei vortici emozionali
che si veste di vitalità senza morale.
Un inizio senza polveri,
quello legato a te che vai.
Eppur mi chiedo dove te ne vai.
Senza le tue gambe, senza le tue labbra
ed il tuo sorriso chiassoso.
Eppure vai.
E di te riesco a stringere soltanto le gocce osmotiche
di sale trapassate nella mia anima.
La vendetta del tuo silenzio.
Il più atroce dei vortici emozionali
che si veste di vitalità senza morale.
Un inizio senza polveri,
quello legato a te che vai.
Eppur mi chiedo dove te ne vai.
Senza le tue gambe, senza le tue labbra
ed il tuo sorriso chiassoso.
Eppure vai.
E di te riesco a stringere soltanto le gocce osmotiche
di sale trapassate nella mia anima.
dedica al mio professore buono, Angelo...
Maria Pastorelli
martedì 24 dicembre 2013
mercoledì 2 ottobre 2013
Contatti soprannaturali
Forse tutto ha inizio il 25 aprile 2013 quando recandoti a San Giorgio in auto, verso l'ora di pranzo, incontrasti la morte. Il fatto è questo: mentre stavi per superare gli autovelox e affrontare la curva, ti sei sentito come sdoppiato, ti sei visto morto e da morto venivi a dircelo. Hai avuto un momento di paura e di astrazione che ti hanno fatto mantenere la velocità di 70 km/h e ciò ti ha salvato perché hai fatto in tempo a scansarti sulla destra evitando il pazzo che arrivava dalla curva a tutta velocità finendo nella tua stessa corsia. Poteva essere già la fine (forse doveva esserlo), ma una fine tragica, ingiusta per te che, invece, concludevi la tua vita terrena nel tuo letto sereno senza neanche accorgertene, il 13 maggio, quando la Madonna ti ha voluto accogliere nelle sue braccia di madre, cosa che non avevo potuto fare io, ignara più di te.
Però per tutta la notte, in un sogno continuo, sono andata in cerca di un vestito nero (che avevo visto nell'armadio qualche giorno prima) e che mi serviva assolutamente, ma che non sono riuscita a trovare. Era una premonizione come era stata premonizione l'incontro con la morte?
Me lo raccontasti con un certo timore e con tanta voglia di sapere che cosa era potuto accadere e ti stavi scervellando per poterlo spiegare e capire; ne avevi parlato anche con qualche altro.
Non ho più potuto sapere cosa avevi scoperto; il fatto è che eri rimasto un po' preoccupato e forse anche impaurito, anche se non avevi più parlato.
A proposito di sogni, mentre quella notte sei stato chiamato dal Signore, una tua parente, vedova, si è vista una figura stesa accanto a lei così palpabile che si è svegliata; ad una cugina ti sei affacciato da una tendina di plastica mentre lei era ricoverata per un grave problema e le hai sorriso; erano le 3. Come mio fratello che, sempre quella notte, ha sognato il tuo papà appoggiato ad un albero che gli diceva: "Sto aspettando".
Quando la mattina ti ho visto ancora a letto e ti ho chiamato, pensando che dormissi, tanto eri sereno, rilassato e quasi sorridente, ho avuto il risveglio più triste e incredibile che si possa fare, ma, nonostante tutto, sono riuscita ad affrontare ogni cosa con grande consapevolezza di qualcosa che dovevo affrontare anche se nel cuore c'erano già un dolore e un dispiacere immensi.
I primi giorni sono stati quelli delle visite di parenti, amici, tentativi di consoloazione con i figli; sembrava di essere altrove ma bisognava anche affrontare le pratiche burocratiche, finchè c'erano ancora loro.
La notte del sabato successivo sono successe quelle cose soprannaturali che poi si raccontano e che ti fanno credere ancora di più che ci sono contatti fra i due mondi, non solo attraverrso i sogni o suggestioni, ma proprio con una realtà "spirituale". Mentre eravamo a letto i due figli si sono chiamati fra di loro perché entrambi avevano sentito rumori di passi e di sedie smosse. Francesco ha detto a Giulio di restare nella veranda mentre lui con la gamba di un ombrellone saliva sul terrazzo e faceva un giro nel girdino, senza trovare neanche l'ombra di un gatto. Nel frattempo io venivo sollevata dal letto, presa in mezzo alle sue braccia e col suo viso sul mio mi stringeva forte a sè per darmi forse l'ultimo saluto visto che non l'aveva potuto fare da vivo; l'abbraccio era "reale", forte, rassicurante e lo sento ancora come allora.
A proposito di carte burocratiche, eravamo alla ricerca di un documento di cui avevamo urgente necessità e che non riuscivamo a trovare; la grande sorpresa è stata quando l'indomani abbiamo ritrovato il foglio in una cartellina di plastica proprio sulla scrivania setacciata il giorno prima e sulla quale non c'era alcuna cartellina colorata. E allora? Siccome non siamo persone suggestionabili, ci viene da pensare che ci sia stato l'intervento da parte sua, anche se non c'è dato di sapere come.
A proposito di interventi...
una sua insegnate è venuta a trovarmi chiedendomi se il preside avesse avuto qualche intervento di qualche genere perché lei lo aveva appena sognato, sereno e bello, in uno studio, e le aveva chiesto se non era stato un peccato che se ne era andato proprio mentre stava facendo tante cose per la loro scuola e lui le aveva risposto che era sicurmanete così ma che era rimasto bloccato da un "intervento" per cinque anni e che ora purtroppo era bloccato del tutto. Dopo aver sentito il sogno, ho capito subito cosa volesse significare e gliel'ho spiegato... lui aveva fatto ricorso nel 2006 perché non gli avevano conferito l'incarico da preside che gli spettava. Dopo tante pratiche ed altrettanti soldi vinse il ricorso ed ebbe l'incarico a Statte, nel 2007. Dal 2008 al 2010 siamo stati in provincia di Mantova. Dal 2010 al 2012 è stato preside comandato all USP di Taranto; fatti i conti, sono giusti i 5 anni che lui aveva comunicato e che la sua maestra poteva solo ignorare rimanendo senza parole alla spiegazione. I nostri cari possono parlarci ancora di fatti reali?!?
Un altro sogno reale l'ha fatto una giovane donna che lo aveva incontrato un paio di volte e che ignorava anche dove abitassimo. Bene, lo sognò nel suo studio (descrivendolo coerentemente, come se lo avesse già visto precedentemente) tutto sorridente con la giacca sulle spalle (come faceva spesso) e gli aveva chiesto se stava bene e lui aveva risposto che "ora sto bene" e aggiunse che aveva ringraziato il signore per avergli fatto incontrare quella meravigliosa ragazza che poi aveva sposato e che lo aveva fatto felice.
Se questi non sono contatti con l'aldilà. Lei non poteva sapere che noi ci conoscessimo dalla scuola media e già da allora lui mi amava (ho trovato tante belle poesie di allora) e che eravamo già da 45 anni insieme.
Pensando al modo tragico della sua dipartita, speravo di poterlo sognare per domandargli che cosa gli fosse successo. Non l'ho sognato io ma una sua nipote che gli ha fatto la precisa domanda: "Zio, hai avuto un infarto, un ictus?" e lui le ha risposto: "Nè uno e nè l'altro. E' stato un aneurisma." Visto che ha detto altre cose vere, c'è da pensare che sia stato veramente così.
Sempre durante la prima settimana, quando forse ancora ci è dato di salutare i cari che ci piangono, suo fratello minore raccontava che si erano alzati con la moglie e la bambina di due anni e mezzo perché avevano sentito dei rumori in casa e nel salone videro una tenda che si muoveva fino ad una certa altezza da terra e la bambina chiese: "Papà chi c'è dietro la tenda?" Chi poteva essere?
Un altro giorno c'è stato un continuo salire le scale in casa della nipote che l'aveva sognato e quando andavano ad aprire la porta, non c'era nessuno. Chi era?
Ma quella che è una realtà vera e visibile, sono le diverse chiamate dal suo cellulare (rimasto spento nella sua borsa dall'ultimo sabato di scuola) ad un amico sedicente scettico; la prima dopo una decina di giorni e altre due il 15 ed il 22 luglio... tutte presenti nel registro delle chiamate ricevute del telefonino.
Da quel momento lui ha detto di credere a qualcosa che sicuramente si protrae e ci lega ai nostri cari che vegliano su di noi e, se possono, intervengono.
Come nel sogno fatto da una prof riguardante l'arrivo di un nuovo preside alla sua scuola dove erano un po' preoccupati e lui le ha detto di stare tranquilli perché "ritornerò io da voi!". Evidentemente già sapeva chi fosse la persona successivamente designata e li aveva voluto rassicurare.
L'altro giorno un suo caro amico, direttore sanitario, lo ha sognato così: arrivando in ospedale lo trova a dirigere il personale al suo posto; "poi ti racconto" gli dice da lontano.
Un ultimo sogno fatto da uno zio; l'ha visto da lontano con una giovane donna bionda. Lo zio non sapeva che da poco è andata via anche una sua collaboratrice che venne a trovarlo il 13 maggio nonostante un fortissimo mal di testa e febbre alta che proprio quel giorno le iniziarono. Non era forse andato in contro alla maestra Giovanna, giovane donna bionda?
Tonia
sabato 21 settembre 2013
sabato 24 agosto 2013
Grazie, Grazie Professore
L’arte è figlia sempre del proprio tempo, come ogni creazione dell’uomo, per cui non possiamo non includere questa pregevole esperienza all'interno della ispirazione che produce il nuovo, la modernità e ci permette di intuire, se non comprendere appieno, il cambiamento dei tempi e la diversa concezione di riferimenti che, per il solo effetto del tempo, assumono significati diversi.
Le opere pittoriche di Vito Spada, sono un’occasione per ricordare che ognuno di noi può essere osservato e fruito per arricchirsi e arricchire gli altri: una forte occasione di vita in quanto sviluppa una sottile partecipazione e comunione di riflessione, che non è semplice partecipazione o presenza massificante, ma interazione continua e subliminale tra ascolto, visione e condivisione, attraversati anche dalla moderna esperienza digitale che impone un diverso aspetto alle immagini, come accade con l’occhio della telecamera.
Ogni uomo è parte di un sistema che ha il compito di abbellire la vita per gli altri, ma anche per se, e il solo essere significa partecipare la continuità andando ad arricchire quella eredità che è solo contenibile nel cuore.
Angelo Scialpi
Concetti che ormai fanno parte della mia vita e che mi faranno ricordare per sempre il Professore.
mercoledì 17 luglio 2013
Per la persona più straordinaria
Oggi come ieri e come sarà domani...
Con la tristezza nel cuore ad affrontare la quotidianità sempre più incerta
e senza la tua parola
linfa per la nostra anima
Ci manchi tanto Angelo
Con la tristezza nel cuore ad affrontare la quotidianità sempre più incerta
e senza la tua parola
linfa per la nostra anima
Ci manchi tanto Angelo
Dante e Rachele
martedì 16 luglio 2013
Manchi troppo
Questa notte la
forza mi cede sotto i piedi, perché te ne sei andato?
Proteggici da
lassù.
Manchi troppo, è insopportabile sapere che non ti potremo più
rivedere.
Ti mando un abbraccio immenso, tu non rispondi.
Stanotte non
ce la faccio a non piangere la tua assenza.
Maria Pastorelli
giovedì 13 giugno 2013
In punta di piedi
Un mese fa' decidesti di lasciare questa vita e, come solo un signore
sa fare, te ne andasti in silenzio, in punta di piedi, quasi senza
arrecare fastidio a nessuno.
Giorno dopo giorno sto assaporando un triste dolore.
Ho perso un fratello ma, ancor prima, un
padre, o forse più... non so, sto vivendo una realtà surreale.
Avverto la tua mancanza sempre; la tua saggezza è stata ancora di
salvezza per chi come me ha avuto il buon senso di ascoltarti.
Grazie dal
più profondo Fratello, amico e maestro.
Tuo
fratello Antonio
Arrivederci professore!
Leggo di tristezza infinita e nessuno può comprendere come chi ha già perso qualcuno dal quale era amato e che amava profondamente, ma non potete permettere che Il vostro Angelo non sia sereno o felice o che non possa vivere fra le vostre braccia forti e colme di amore e di bene attraverso la serena accettazione di ciò che è il mistero della morte.
Lui amava la vita più della vita,smettete di piangere e sorridete cercando di essere per lui il ponte verso il Paradiso laggiù ed in terra. E' difficile ma lui ha detto a centinaia di persone di non arrendersi mai e ha concretamente contribuito a parte dei loro sogni ridando un barlume di speranza anche a chi di luce non ne aveva più. Lui ha bisogno di sapere che i suoi cari sono felici e che la sua vita ha un vivo significato ed un vero motivo anche ora che è in silenzio e può vivere solo attraverso la vostra forza, il vostro sorriso ed il vostro coraggio verso la vita e verso gli altri.
"Se ti senti sconfitto in partenza lo sei già" mi diceva spesso il caro prof...
arrivederci professore!
solo arrivederci!
Maria Pastorelli
Una voragine di blu
Contrariamente a ciò che parrebbe naturale oggi in quei pochi istanti che rivolgo a te, il mio silenzio davanti al tuo nome un nome denso di fede, Angelo, apre una voragine di blu nell' assurdo andare verso il futuro della mia esistenza.
Niente pace, niente riposo ma un blu intenso che tu ci hai insegnato a progettare, il blu che in ogni casa affiora sotto le palpebre chiuse di ognuno, di quei tanti occhi infelici o solo sfortunati che ti hanno incontrato.
Sei nel ricordo immenso delle parole e dei fatti la fortuna di molti.
Ancora sei la forza di senso che spinge la vita, di chi nel tuo vederci chiaro e ottimistico ci ha voluto ancora credere, mettendosi nelle tue mani d'amore e nei tuoi gesti di profondo altruismo.
Angelo mio, di altruismo a questo mondo ce n'è così poco, così come di coraggio concreto
di patti tenuti e mantenuti fuori e dentro al cuore.
Non ci credo, rimane l'assurdo in me della tua morte rimane l'assurdo in me della tua vita.
Se sommo tutto, sei vivo.
Ovunque io vada c'è gente che invoca il tuo nome e la tua persona.
Un po' come la poesia, che ti fa vivere in lei e quando la reciti ti rende infinito bello e splendente da lassù, così farà chi ti ha davvero amato, terminando un po' del bene che avevi in mente tu.
Proteggi Giuseppiccolo e Silvia,
Angelo nostro...
Maria Pastorelli
mercoledì 12 giugno 2013
Tra noi sempre
Le cose intorno ci parlano di te, i tuoi
messaggi nel nostro computer sono la storia di te, gli amici che
incontriamo ci riportano a te, alla tua bontà che fu per noi carezza,
ai tuoi convincimenti che furono per noi lezioni di vita, alla tua
volontà piena di slanci, ai tuoi lavori di inesauribili progetti che
sono, ora la tua consegna, il nostro smarrimento e il rimpianto di più
non averti e dove cercarti.
Franco e Pina Spasiano
Trenta
Con il corpo sono qui...
Sì, io mi fermo qui...
Tutto continua anche senza di te...
Le ricordi?
E'
solo un mese da quando sei andato via e a me sembra un'eternità. Il non
averti più affianco è già un'enorme tragedia per me che ero con te da
45 anni; 45 anni... un vita.
Poi quella mattina: Bà non ti alzi?! Bà! Babbooo! Dormivi.
Già, forse avevi deciso, finalmente, di riposarti un po' di più; eri
affaticato dalle tante cose da fare ogni giorno; il lavoro era un
impegno da non trascurare, mai. Anzi.
Da
allora io ho dovuto falsificare la mia vita; ho dovuto far finta che
non ero morta insieme a te; ho dovuto affrontare con normalità il dolore
immenso e specie l'immane dispiacere che sentivo e sento proprio perché
tu non c'eri più; ho dovuto frenare il pianto perché dovevo dare
conforto ai nostri amatissimi figli; ho dovuto continuare a vivere...
sopravvivere.
Ho
partecipato alle tantissime manifestazioni svolte in tuo onore e ne
sono stata fiera, ma solo per te, perché per me diventava sempre più
penoso essere al posto tuo e aumentava in me la nostalgia e il
rimpianto.
E'
solo un mese, o già un mese... non so... So soltanto che non riesco a
pensare a un futuro senza di te, senza le nostre piccole, grandi cose di
ogni giorno.
Però
non voglio diventare una "preoccupazione" per nessuno e spero che tu,
dall'alto dei cieli, mi aiuterai a sopportare questo vuoto che sempre
più sento dentro e fuori di me.
Ti
ho tanto amato e ora prego che tu sia in quel mondo fatto veramente di
pace e di amore come lo hai sempre pensato e che ti sei sempre sforzato
di realizzare, almeno in piccolo, insieme alla tua scuola, tutta, che
tanto ti ha onorato e ringraziato per tutto ciò che, in così pochi mesi,
hai fatto per tutti, che ancora ti piangono con vero dolore.
Ora sono io che ringrazio tutti coloro che ti hanno voluto bene e te lo hanno dimostrato in tante occasioni.
Tu, adesso, prega per tutti noi e vegliaci da lassù.
Ciao Amore,
Tonia
Iscriviti a:
Post (Atom)





