Chiunque abbia pensieri, parole, immagini o altri frammenti della vita di Babbo che voglia condividere a rinforzo delle pagine da lui create, può inviarli al suo indirizzo email (che ora leggo io) o direttamente a francesco.scialpi@gmail.com.
Grazie, Francesco

domenica 8 febbraio 2015

Registri

"Venga professor Scialpi!"
E io -  non l'avessi mai sentito prima di stamattina - mi volto di scatto e mi chiedo: "Ma  dov'è?"

... stavolta, ce l'avevano con me.


Te la sarai fatta una risata sotto i baffi, eh?

giovedì 25 dicembre 2014

giovedì 2 ottobre 2014

... angeli ...

... ali ... messaggio di nuovo ...
... fonte ... sana agli spersi ...
... penna ... sorpresa di carta ...
... pace ... tremula diffratta ...
... egida ... nelle braccia di chi sà  ...

Buon onomastico bà

lunedì 26 maggio 2014

26/05/2014 Buon compleanno

Castellucchio, 31/08/2008
Anche se andiamo, ma lasciamo qualcosa di noi, è come essere sempre vivi...

Auguri bà e che il Signore ti accompagni da vicino nel nuovo viaggio dell'Eternità.

Ciao Bà,

Tonia

sabato 17 maggio 2014

Appello

Faccio appello all’Associazione Socio-culturale PULSANO DA VIVERE perché promuova presso le autorità competenti la denominazione del tratto da Via Dante/Leporano a Via Taranto/Pulsano di VIA ANGELO SCIALPI


Presente da amico alla manifestazione di sabato 17 maggio 2014,
saluto con cordialità

Vittorio Nazzareno

giovedì 15 maggio 2014

Il giorno del silenzio

TUESDAY May 13 2014
Dalla mia - AGENDA DEL TEMPO - che va …
Il giorno del silenzio

Questo sarà sempre “il giorno di Angelo”, il giorno del silenzio parlato col riso, col gesto, col viso!
Lui di là, io di qua: il muro del tempo è solo il cancello che ci unisce in due spazi aperti e ci lascia liberi di discutere e parlare del vero, del bene, del bello.
Lui e io, un incontro, una stretta di mano, una telefonata domenicale, un dialogo lungo per nuovi incontri e nuove discussioni sui fatti del mondo, sulla cultura, sull'arte, sull'impegno senza compensi e, specialmente, sui GIOVANI, testamento per le nuove generazioni, da far conoscere al Nord, a partire da Mantova, provincia nella quale ha lasciato parte della sua anima, punto di riferimento per proclamare “l’importanza di essere meridionali”.
Là a Castellucchio, qua a Pulsano, a San Giorgio, a Massafra, a Taranto, ovunque è stato chiamato Angelo Scialpi parla ancora coi suoi baffi, l’eterno linguaggio muto delle cose del mondo, via che apre alle cose dell’altro mondo, dove non ci sono scarti e stratificazioni, dove la luce veste tutti secondo il colore di ciascuno, dove non c’è inganno né complotto, dove non c’è odio né vendetta, dove non si chiede nulla e si ha tutto, dove ogni forma non è attrazione né mercimonio, dove non c’è moda né distinzione, dove l’apparire è uguale a essere senza vanità: la luce è luce, diffusa ugualmente su ciascuno, l’aria è respiro, uguale per ognuno, la soddisfazione invade pienamente tutti e ogni singolo.
Questo m’ha detto e ripetuto in tutto l’anno l’amico Angelo, discutendo ogni sera e imponendomi di codificarlo nella mia “Agenda del Tempo”.
Queste e altri argomenti sono stati oggetto dei nostri incontri, io con lo scherzo e lui con la suprema serietà dei “fatti”, io indifferente e lui con l’alta pensosità del vero, io ironico e lui con l’aperta esteticità del creato.
Lui nulla ha negato di tutto quello che ha scritto per gli altri e ha indirizzato ai GIOVANI, a niente ha abiurato, tutto ha confermato di ciò che ci siamo detto e ricordato a casa, in ufficio, a telefono.
Oggi l’amico Angelo continua a imprimere in ciascuno di noi i suoi pensieri, le sue riflessioni, i suoi richiami, le sue “tavole” di presenza e di assenza delle verità, le sue puntualizzazioni dei fatti quotidiani, i suoi interventi di critica estetica, i suoi studi di antropologia cristiana, le sue analisi di sociologia di base, le sue intuizioni di psicologia di massa, i suoi schemi di formazione scolastica e universitaria.
Angelo è l’uomo della PAROLA viva e penetrante, piana e profonda, illuminante e convincente: è l’uomo dell’oggi che si fa realtà eterna e si insinua come lievito fra gli uomini desiderosi di verità.
Vittorio Nazzareno

martedì 13 maggio 2014

Cos'è il tempo...


È già un anno o è solo un anno?!
Il tempo, forse, non esiste quando si vive con il dolore nel cuore.
Infatti a me sembra solo ieri quando ti ho salutato l'ultima volta, come ogni sera, e mi sembra un secolo da quando non ti vedo, non parlo con te, non vivo con te. Ciò mi dà una tristezza infinita e tanta nostalgia di te, della nostra vita vissuta insieme per tanti anni e di tutte le cose fatte durante questo percorso. Ora tu vivi in un'altra dimensione, come mi piace pensare che sia nell'altro mondo, e S.Agostino ci dice di non piangere se amiamo le persone che non ci sono più. Non è sempre possibile perché tanto più tenace e costante è stato l'amore che ci ha uniti, tanto più è il dolore che è rimasto a farmi compagnia.
Ecco perché il tempo non esiste... Perché il dolore non abbandona l'amore e rende i giorni tutti uguali.
Ciao Bà.
Tonia

Ho letto il tuo silenzio

- Angelo caro -
in questo breve anno
ho sentito la tua voce sana
ho ascoltato le tue parole mute
il tuo sonoro interno
m’è giunto sulla curva del tempo
rompendo il muro d’ombra
fra il tutto e il niente

ogni giorno mi hai parlato
senza parole gridando
atroci avvenimenti e fatti lieti
delle vicende mondane
scorrendo chiare le insanie
sul blog dell’oltre tempo
dove solo nel silenzio s’intende
- cos’è vero
- cos’è bene
- cos’è bello
delle sconfitte - delle vittorie umane

ieri è già oggi
oggi è già domani
nel silenzio
nulla è prima
nulla è dopo
tu e io lo sappiamo
la parola è tutto
e non si scrive
l’uno all’altro imprime
il suo momento
con gli occhi col viso con la mano

ed è contento
Vittorio Nazzareno

domenica 11 maggio 2014

Angelo Scialpi e l'importanza di essere meridionali

Intervengono:


Avv. Giuseppe ECCLESIA
Sindaco del Comune di Pulsano

Dott.ssa Gabriella FICOCELLI
Assessore alla Pubblica Istruzione e Servizi Sociali del Comune di Pulsano

Sig.ra Alessandra D'ALFONSO
Assessore alla Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Pulsano

Prof.ssa Daniela PIEPOLI
Docente e Vicaria presso Istituto Comprensivo "Giannone" di Pulsano

Prof.ssa Cristina LOPEZ
Docente di Lingua Inglese presso IISS "C. Mondelli" di Massafra e docente a contratto presso la seconda facoltà di Ingegneria di Taranto (Politecnico di Bari)

Dott.ssa Serafina BOCCUNI
Coordinatrice dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Taranto e Brindisi

Dott. Francesco CAPOBIANCO
ex Dirigente degli Uffici Scolastici Provinciali di Taranto e Brindisi

Prof. Gregorio ANDRIA
Preside presso la seconda facoltà di Ingegneria di Taranto (Politecnico di Bari)

On.le Prof. Domenico Maria AMALFITANO
Preside Centro di Cultura Università Cattolica

Modera:
Avv. Prof. Enrico VIOLA 

giovedì 2 gennaio 2014

Vitalità senza morale

La morte del tuo sguardo.
La vendetta del tuo silenzio.
Il più atroce dei vortici emozionali
che si veste di vitalità senza morale.
Un inizio senza polveri,
quello legato a te che vai.
Eppur mi chiedo dove te ne vai.
Senza le tue gambe, senza le tue labbra
ed il tuo sorriso chiassoso.
Eppure vai.
E di te riesco a stringere soltanto le gocce osmotiche
di sale trapassate nella mia anima.

dedica al mio professore buono, Angelo...
Maria Pastorelli

mercoledì 2 ottobre 2013

Contatti soprannaturali

Forse tutto ha inizio il 25 aprile 2013 quando recandoti a San Giorgio in auto, verso l'ora di pranzo, incontrasti la morte. Il fatto è questo: mentre stavi per superare gli autovelox e affrontare la curva, ti sei sentito come sdoppiato, ti sei visto morto e da morto venivi a dircelo. Hai avuto un momento di paura e di astrazione che ti hanno fatto mantenere la velocità di 70 km/h e ciò ti ha salvato perché hai fatto in tempo a scansarti sulla destra evitando il pazzo che arrivava dalla curva a tutta velocità finendo nella tua stessa corsia. Poteva essere già la fine (forse doveva esserlo), ma una fine tragica, ingiusta per te che, invece, concludevi la tua vita terrena nel tuo letto sereno senza neanche accorgertene, il 13 maggio, quando la Madonna ti ha voluto accogliere nelle sue braccia di madre, cosa che non avevo potuto fare io, ignara più di te.
Però per tutta la notte, in un sogno continuo, sono andata in cerca di un vestito nero (che avevo visto nell'armadio qualche giorno prima) e che mi serviva assolutamente, ma che non sono riuscita a trovare. Era una premonizione come era stata premonizione l'incontro con la morte?
Me lo raccontasti con un certo timore e con tanta voglia di sapere che cosa era potuto accadere e ti stavi scervellando per poterlo spiegare e capire; ne avevi parlato anche con qualche altro.
Non ho più potuto sapere cosa avevi scoperto; il fatto è che eri rimasto un po' preoccupato e forse anche impaurito, anche se non avevi più parlato.
A proposito di sogni, mentre quella notte sei stato chiamato dal Signore, una tua parente, vedova, si è vista una figura stesa accanto a lei così palpabile che si è svegliata; ad una cugina ti sei affacciato da una tendina di plastica mentre lei era ricoverata per un grave problema e le hai sorriso; erano le 3. Come mio fratello che, sempre quella notte, ha sognato il tuo papà appoggiato ad un albero che gli diceva: "Sto aspettando".
Quando la mattina ti ho visto ancora a letto e ti ho chiamato, pensando che dormissi, tanto eri sereno, rilassato e quasi sorridente, ho avuto il risveglio più triste e incredibile che si possa fare, ma, nonostante tutto, sono riuscita ad affrontare ogni cosa con grande consapevolezza di qualcosa che dovevo affrontare anche se nel cuore c'erano già un dolore e un dispiacere immensi.
I primi giorni sono stati quelli delle visite di parenti, amici, tentativi di consoloazione con i figli; sembrava di essere altrove ma bisognava anche affrontare le pratiche burocratiche, finchè c'erano ancora loro.

La notte del sabato successivo sono successe quelle cose soprannaturali che poi si raccontano e che ti fanno credere ancora di più che ci sono contatti fra i due mondi, non solo attraverrso i sogni o suggestioni, ma proprio con una realtà "spirituale". Mentre eravamo a letto i due figli si sono chiamati fra di loro perché entrambi avevano sentito rumori di passi e di sedie smosse. Francesco ha detto a Giulio di restare nella veranda mentre lui con la gamba di un ombrellone saliva sul terrazzo e faceva un giro nel girdino, senza trovare neanche l'ombra di un gatto. Nel frattempo io venivo sollevata dal letto, presa in mezzo alle sue braccia e col suo viso sul mio mi stringeva forte a sè per darmi forse l'ultimo saluto visto che non l'aveva potuto fare da vivo; l'abbraccio era "reale", forte, rassicurante e lo sento ancora come allora.
A proposito di carte burocratiche, eravamo alla ricerca di un documento di cui avevamo urgente necessità e che non riuscivamo a trovare; la grande sorpresa è stata quando l'indomani abbiamo ritrovato il foglio in una cartellina di plastica proprio sulla scrivania setacciata il giorno prima e sulla quale non c'era alcuna cartellina colorata. E allora? Siccome non siamo persone suggestionabili, ci viene da pensare che ci sia stato l'intervento da parte sua, anche se non c'è dato di sapere come.
A proposito di interventi...
una sua insegnate è venuta a trovarmi chiedendomi se il preside avesse avuto qualche intervento di qualche genere perché lei lo aveva appena sognato, sereno e bello, in uno studio, e le aveva chiesto se non era stato un peccato che se ne era andato proprio mentre stava facendo tante cose per la loro scuola e lui le aveva risposto che era sicurmanete così ma che era rimasto bloccato da un "intervento" per cinque anni e che ora purtroppo era bloccato del tutto. Dopo aver sentito il sogno, ho capito subito cosa volesse significare e gliel'ho spiegato... lui aveva fatto ricorso nel 2006 perché non gli avevano conferito l'incarico da preside che gli spettava. Dopo tante pratiche ed altrettanti soldi vinse il ricorso ed ebbe l'incarico a Statte, nel 2007. Dal 2008 al 2010 siamo stati in provincia di Mantova. Dal 2010 al 2012 è stato preside comandato all USP di Taranto; fatti i conti, sono giusti i 5 anni che lui aveva comunicato e che la sua maestra poteva solo ignorare rimanendo senza parole alla spiegazione. I nostri cari possono parlarci ancora di fatti reali?!?
Un altro sogno reale l'ha fatto una giovane donna che lo aveva incontrato un paio di volte e che ignorava anche dove abitassimo. Bene, lo sognò nel suo studio (descrivendolo coerentemente, come se lo avesse già visto precedentemente) tutto sorridente con la giacca sulle spalle (come faceva spesso) e gli aveva chiesto se stava bene e lui aveva risposto che "ora sto bene" e aggiunse che aveva ringraziato il signore per avergli fatto incontrare quella meravigliosa ragazza che poi aveva sposato e che lo aveva fatto felice.
Se questi non sono contatti con l'aldilà. Lei non poteva sapere che noi ci conoscessimo dalla scuola media e già da allora lui mi amava (ho trovato tante belle poesie di allora) e che eravamo già da 45 anni insieme.
Pensando al modo tragico della sua dipartita, speravo di poterlo sognare per domandargli che cosa gli fosse successo. Non l'ho sognato io ma una sua nipote che gli ha fatto la precisa domanda: "Zio, hai avuto un infarto, un ictus?" e lui le ha risposto: "Nè uno e nè l'altro. E' stato un aneurisma." Visto che ha detto altre cose vere, c'è da pensare che sia stato veramente così.
Sempre durante la prima settimana, quando forse ancora ci è dato di salutare i cari che ci piangono, suo fratello minore raccontava che si erano alzati con la moglie e la bambina di due anni e mezzo perché avevano sentito dei rumori in casa e nel salone videro una tenda che si muoveva fino ad una certa altezza da terra e la bambina chiese: "Papà chi c'è dietro la tenda?" Chi poteva essere?
Un altro giorno c'è stato un continuo salire le scale in casa della nipote che l'aveva sognato e quando andavano ad aprire la porta, non c'era nessuno. Chi era?
Ma quella che è una realtà vera e visibile, sono le diverse chiamate dal suo cellulare (rimasto spento nella sua borsa dall'ultimo sabato di scuola) ad un amico sedicente scettico; la prima dopo una decina di giorni e altre due il 15 ed il 22 luglio... tutte presenti nel registro delle chiamate ricevute del telefonino.
Da quel momento lui ha detto di credere a qualcosa che sicuramente si protrae e ci lega ai nostri cari che vegliano su di noi e, se possono, intervengono.
Come nel sogno fatto da una prof riguardante l'arrivo di un nuovo preside alla sua scuola dove erano un po' preoccupati e lui le ha detto di stare tranquilli perché "ritornerò io da voi!". Evidentemente già sapeva chi fosse la persona successivamente designata e li aveva voluto rassicurare.
L'altro giorno un suo caro amico, direttore sanitario, lo ha sognato così: arrivando in ospedale lo trova a dirigere il personale al suo posto; "poi ti racconto" gli dice da lontano.
Un ultimo sogno fatto da uno zio; l'ha visto da lontano con una giovane donna bionda. Lo zio non sapeva che da poco è andata via anche una sua collaboratrice che venne a trovarlo il 13 maggio nonostante un fortissimo mal di testa e febbre alta che proprio quel giorno le iniziarono. Non era forse andato in contro alla maestra Giovanna, giovane donna bionda?

Tonia

sabato 21 settembre 2013

... tu ...

Leporano, 14 maggio 2013
Leporano, 14 maggio 2013 h19,43
... e sei ...

... ovunque ...

... ancora ... tu ...

sabato 24 agosto 2013

Grazie, Grazie Professore

L’arte è figlia sempre del proprio tempo, come ogni creazione dell’uomo, per cui non possiamo non includere questa pregevole esperienza all'interno della ispirazione che produce il nuovo, la modernità e ci permette di intuire, se non comprendere appieno, il cambiamento dei tempi e la diversa concezione di riferimenti che, per il solo effetto del tempo, assumono significati diversi. 
Le opere pittoriche di Vito Spada, sono un’occasione per ricordare che ognuno di noi può essere osservato e fruito per arricchirsi e arricchire gli altri: una forte occasione di vita in quanto sviluppa una sottile partecipazione e comunione di riflessione, che non è semplice partecipazione o presenza massificante, ma interazione continua e subliminale tra ascolto, visione e condivisione, attraversati anche dalla moderna esperienza digitale che impone un diverso aspetto alle immagini, come accade con l’occhio della telecamera. 

Ogni uomo è parte di un sistema che ha il compito di abbellire la vita per gli altri, ma anche per se, e il solo essere significa partecipare la continuità andando ad arricchire quella eredità che è solo contenibile nel cuore.

Angelo Scialpi

Concetti che ormai fanno parte della mia vita e che mi faranno ricordare per sempre il Professore.

mercoledì 17 luglio 2013

Per la persona più straordinaria

Oggi come ieri e come sarà domani...
Con la tristezza nel cuore ad affrontare la quotidianità sempre più incerta
e senza la tua parola
linfa per la nostra anima
Ci manchi tanto Angelo
Dante e Rachele

martedì 16 luglio 2013

Manchi troppo

Questa notte la forza mi cede sotto i piedi, perché te ne sei andato?
Proteggici da lassù.
Manchi troppo, è insopportabile sapere che non ti potremo più rivedere.
Ti mando un abbraccio immenso, tu non rispondi.
Stanotte non ce la faccio a non piangere la tua assenza.
Maria Pastorelli

giovedì 13 giugno 2013

Sulle orme della storia


In punta di piedi


Un mese fa' decidesti di lasciare questa vita e, come solo un signore sa fare, te ne andasti in silenzio, in punta di piedi, quasi senza arrecare fastidio a nessuno.

Giorno dopo giorno sto assaporando un triste dolore.

Ho perso un fratello ma, ancor prima, un padre, o forse più... non so, sto vivendo una realtà surreale.

Avverto la tua mancanza sempre; la tua saggezza è stata ancora di salvezza per chi come me ha avuto il buon senso di ascoltarti.

Grazie dal più profondo Fratello, amico e maestro.

Tuo fratello Antonio

Arrivederci professore!

Leggo di tristezza infinita e nessuno può comprendere come chi ha già perso qualcuno dal quale era amato e che amava profondamente, ma non potete permettere che Il vostro Angelo non sia sereno o felice o che non possa vivere fra le vostre braccia forti e colme di amore e di bene attraverso la serena accettazione di ciò che è il mistero della morte.
Lui amava la vita più della vita,smettete di piangere e sorridete cercando di essere per lui il ponte verso il Paradiso laggiù ed in terra. E' difficile ma lui ha detto a centinaia di persone di non arrendersi mai e ha concretamente contribuito a parte dei loro sogni ridando un barlume di speranza anche a chi di luce non ne aveva più. Lui ha bisogno di sapere che i suoi cari sono felici e che la sua vita ha un vivo significato ed un vero motivo anche ora che è in silenzio e può vivere solo attraverso la vostra forza, il vostro sorriso ed il vostro coraggio verso la vita e verso gli altri.
"Se ti senti sconfitto in partenza lo sei già" mi diceva spesso il caro prof...

arrivederci professore!
solo arrivederci!
Maria Pastorelli